Tarli e scleroderma

Servizio disinfestazione

La disinfestazione dei tarli dai mobili o da travi in legno viene fatta applicando un insetticida in formulazione liquida, siringando ogni buco e impregnando il legno.
Questo tipo di trattamento anti-tarlo è altamente specifico e non origina dispersione di sostanze tossiche all'interno degli ambienti, anche perché quando è possibile le superfici trattate verranno sigillate con del cellophane.

disinfestazione tarli

Danni provocati dai tarli

I danni sono provocati sia dalle larve che dagli adulti.

Ma mentre gli adulti provocano un danno prevalentemente estetico limitandosi al foro di sfarfallamento attraverso il quale l’insetto esce dal manufatto per andarsi ad accoppiare, le larve sono responsabili di danni ben maggiori.
Queste durante tutta la loro vita (che può durare anche parecchi anni) scavano ininterrottamente gallerie all'interno del legno.
La presenza delle larve è praticamente invisibile poiché la loro attività non si svolge mai esteriormente, ma all'interno del manufatto a qualche cm dalla superficie.

Gli unici elementi che possono lasciare presagire la presenza dei tarli è la comparsa di rosume (escrementi frammisti a rosura) che può essere allontanato all’esterno (come nel caso degli anobidi) e l’inconfondibile rumore che la larva produce durante l’attività escavatoria.
Altre volte, come nel caso dei cerambicidi e dei lictidi, il rosume rimane nella galleria che risulta pertanto ripiena dei materiali di scarto della larva.
I tarli del legno sono molto prolifici: ogni femmina può deporre decine di uova.
La durata del ciclo è molto variabile e dipende dalle condizioni ambientali. Se il manufatto è in ambiente riscaldato il ciclo si può completare anche in meno di un anno con effetti negativi sulla conservazione del manufatto ligneo.

Tarli: come si presentano

I tarli del legno sono insetti dell'ordine dei coleotteri, solitamente appartenenti alle famiglie degli Anobidi, Lictidi, Cerambicidi e Curculionidi. Le specie di tarli più comuni sono: Anobiumpunctatum, Xestobium Rufovillosum, Lyctus Brunneus, Hylotrupes Bajulus.

  • Anobium punctatum

Di forma cilindrica, di colore marrone scuro. Raggiunge una lunghezza che varia tra i 3 e i 5 mm. La testa è coperta da un “cappuccio da frate”.
Gli esemplari femmina di A. punctatum depongono le uova (tra le 20 e le 60) nelle piccole fessure del legno. Dopo 4-5 settimane le larve appena schiuse penetrano all'interno scavando gallerie dal diametro di appena 1-2 mm, ivi stanziano fino a metamorfosi completa. Solamente quando la larva raggiunge la forma adulta (primavera e autunno), infatti, fuoriesce dal legno per sfarfallare all'esterno, lasciando dei caratteristici fori indicativi del suo passaggio dal diametro di 2 mm circa. Il rosume è pressoché scarso e lascia soltanto depositi granulari a forma di limone.

  • Xestobium Rufovillosum

Lo Xestobium rufovillosum è comunemente chiamato orologio della morte, per il caratteristico rumore causato dagli adulti all'interno del legno infestato.
Questo ticchettio, facilmente udibile nel silenzio, è un richiamo per l'accoppiamento prodotto battendo il capo contro le pareti delle gallerie.

  • Lyctus Brunneus

Il Lyctus brunneus, come tutti i Lictidi, attacca esclusivamente l'alburno dei legni teneri ricchi di zuccheri ed amido. Le larve di questa specie, infatti, non hanno nell'intestino gli enzimi per digerire la cellulosa ed emicellulosa.
I danni degli appartenenti alla famiglia dei Lictidi si riconoscono agevolmente per la rosura completamente farinosa e senza presenza di palline. Inoltre, per riconoscere un'infestazione in corso, ci si avvale del colore dei fori di sfarfallamento: chiari i fori nuovi, scuri i vecchi.

  • Hylotrupes Bajulus

L'Hylotrupes bajulus, comunemente chiamato capricorno delle travettature, attacca preferibilmente il legno di conifera dei tetti.
Le infestazioni di questa specie sono molto pericolose, perché i primi danni diventano evidenti solo dopo 2-3 anni.

Lo scleroderma: parassita dei tarmi

  • Danni:

Lo Scleroderma è un parassita del tarlo, ma in mancanza delle prede abituali, le femmine possono pungere l'uomo, sia di giorno che di notte, di solito ripetutamente (in un caso sono state riscontrate ben 48 punture!), sugli arti, sul petto e sulla schiena.
Pungono soprattutto nel periodo primaverile-estivo: sulla base di una ricca casistica, le prime segnalazioni di punture all'uomo avvengono a febbraio e proseguono sino a settembre inoltrato; la massima attività è in aprile-maggio.
La puntura provoca papule alquanto indurite, rossastre, piuttosto grandi e pruriginose, persistenti (di norma almeno 8-10 giorni). Il quadro clinico è quello di una dermatite papulosa, la cui reale causa non sempre è riconosciuta dal medico.
In caso di ipersensibilità al veleno, o di elevato numero di punture sullo stesso individuo, possono manifestarsi anche orticaria, febbre, malessere generale, che in genere regrediscono spontaneamente in un paio di giorni.

  • Come si presenta

Lo Scleroderma è un insetto appartenente all'ordine degli imenotteri, famiglia Betilidi e ricorda a prima vista una piccola formica, stretta ed allungata, lunga circa 3-4 mm, è un parassita di larve d'insetti che vivono nel legno, in particolare dei comuni tarli dei mobili.
La femmina penetra nelle gallerie scavate dai tarli nel legno di vecchi mobili, o di travature del tetto, punge le larve con il pungiglione situato all'estremità dell'addome, paralizzandole con il veleno, e vi deposita sopra le uova: le sue larve neonate troveranno così nella larva paralizzata una facile fonte di cibo.
Le larve, raggiunta la maturità, si rinchiudono in piccoli bozzoli, dai quali usciranno gli adulti dello Scleroderma.
Il riscaldamento invernale degli appartamenti gli consente di moltiplicarsi facilmente.
La femmina, nelle sue peregrinazioni per trovare un foro di tarlo dove deporre le uova, percorre le pareti delle stanze e si può trovare sulle tende, sulle lenzuola, sulle stoffe.

  • Lotta

Come combattere lo Scleroderma? L'unica soluzione è quella di eliminare i tarli dall'abitazione, effettuare una fumigazione dei mobili tarlati con piretroidi, e soprattutto chiudere pazientemente i buchi dei tarli con cera.

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